Rassegna stampa (Maggio-Giugno)

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Altra piccola infornata di parole sul disco, oltre ad un sobrio paginone del Secolo XIX che mi ha dato tanta di quella notorietà che lo scorso week end un tizio s’è voluto fare una foto con me spiegandomi che un suo amico è mio sosia e quando ha aperto il giornale è andato in paranoia vedendo la sua foto che però invece ero io ecc ecc.

“Chissà se gli spezzini si accorgeranno mai che uno dei dischi più belli usciti in Italia nel 2014 è stato inciso da un loro concittadino. Per adesso, data l’inspiegabile esclusione dal cartellone del BOSS, sembrerebbe proprio di no, almeno presso i paladini del locale circuito underground.” – Matteo Fiorino (Città della Spezia)

“Dieci brani di impronta Dennis Wilson’s “Pacific Ocean Blue”, ovvero la tarda psichedelica che incontra la canzone americana classica, ben arrangiata. Siamo forse dalle parti ipnagogiche degli ultimi War on Drugs perduti nel sogno.” – Marco Fiori (Kathodik)

“Third è un lavoro di grande qualità, pervaso da un’atmosfera celestiale, sognante e malinconica, dove i protagonisti sono gli strumenti a corda e in particolare la chitarra acustica di Chericoni.” – Paolo Bonato (La Caduta)

“Diciamo subito che “Third” è un disco notevole, che si apre con un uno-due da applausi: “Mushroom” è una cavalcata psycho dream-pop che ti fa pensare a Built To Spill e Yume Bitsu, mentre “Smart Drug”, con il suo banjo pizzicato profuma delle sterminate praterie americane. Impossibile poi non citare la deliziosa “You Should Be Happy” o la lunga suite lisergica di “Baktism”, divisa in due parti. Third è un disco interessantissimo, che merita il vostro ascolto.” – Giacomo Messina (KdCobain)

Third è un bel tentativo di personalizzare il folk psichedelico degli anni 60′ e 70′, e acquista concretezza grazie a ‘Dog’, una cavalcata che rende giustizia all’aura mistica del cantautore spezzino. Malgrado l’atmosfera un po’ liturgica del disco, è bellissimo scoprire che Shiva Bakta ha anche un lato zuzzurellone che sfoga sul suo blog” – Sara Manini (RockLab)

Cosa manca. Tra pochi giorni dovrebbe anche uscire un’intervista particolare per Radio Gazzarra dove (a differenza di altre interviste radiofoniche in cui di solito ci si è concentrati sul disco) sono stato invitato a parlare più diffusamente di Spezia, dei locali e della musica, dell’arsenale militare, della vita spezzina, di un bel po’ di cose che m’è piaciuto molto raccontare. Anche perché è stata ovviamente l’occasione per parlare dei Murati vivi, associazione di cui faccio parte. Casomai farò un re-edit di questo articolo con l’aggiunta del link perché merita l’ascolto, specialmente da parte degli spezzini che non faticheranno a ritrovarsi nel tragitto che ho disegnato per raccontare la nostra “splendida terra sul mar, della riviera quadro irreal”. Intanto potete andarvi a sentire cosa hanno raccontato altri musicisti underground delle loro città di provenienza, cliccando qui c’è l’elenco delle puntate. E Direi che per questo mese in fatto di recensioni/cose dette/cose scritte è abbastanza tutto.

 

Third sul tubo!

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quasi dimentico. I ragazzi di Gente Bella hanno caricato tutto il disco in una comoda playlist dove potete sentirlo integralmente pezzo per pezzo. Ok, solo questo. Ma andava detto.

 

Rassegna stampa (un’altra sorta di) – Aprile.

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Secondo post  dove cerco di dare un attimo di ordine alla matassa di recensioni che sono arrivate nell’ultimo mese. Tutto abbastanza bene, non si grida al capolavoro, non si sussurra alla cagata, si scivola via senza troppi danni a parte uno che dopo 18 righe di stroncatura mi dà un colpo di coda con un “Ascolto godibilissimo” che mi mette un cerotto sulle ferite.

Comunque ribadisco che that’s the way, i like it, troppo facile e anche un po’ noioso vivere di soli complimentoni.

E quindi, via:

Stranezze a parte, questo lavoro è proprio un gioiellino di pop folk in slow core (Sunday Turns Into Heaven), radio-friendly (My Weakness) e all’occorrenza anche western (Dog) [...] Sono brani che difficilmente si dimenticano MushroomHomeless e Goodbye: nascono, durano e muoiono con tocchi pregevolissimi confinati in setting acustico-orchestrali pieni di rinascimentale luccichio e forza evocativa. Siamo proprio sicuri che il Nostro sia italiano? Misteri del rock, ma qualche dubbio lo abbiamo.” – Christian Panzano (Sentireascoltare)

Pop psichedelico drogato e sciuiwi, 50% cascione 50% futuribile. Solo per il fatto che seguo il tipo su twitter m’aspettavo una ciofeca assoluta, così a caso, invece è un bel disco.” – Francesco Farabegoli (Bastonate)

La musica è un mix molto carino tra atmosfere post-fricchettone, deliri lisergici, folk da cameretta e tracce dal delizioso gusto pop, tutto miscelato con gusto e coadiuvato da un’ottima esecuzione. Registrato da dio, arrangiato e mixato anche meglio. [...] E’ un lavoro disordinato, e forse anche per questo molto interessante; di idee ce ne sono a centinaia, ma solo in alcuni casi esse trovano la forma più adatta al loro compimento più totale: quando ciò avviene, urliamo quasi al capolavoro. Il suo percorso non è certo compiuto, sicuramente la strada imboccata è quella giusta: stiamo a vedere, e buon lavoro.” – Francesco ” MrFogg” Sacco (Deerwaves)

Gli undici pezzi di Shiva Bakta danno vita a un album che, grazie al fatto che si passa con facilità dal pop più diretto a interessanti divagazioni psichedeliche (il tutto mantenendo sempre una notevole coerenza di fondo), riesce ad essere, allo stesso tempo, ricercato ed immediato. Con questo debutto, dunque, Lidio Chericoni si conferma il cantautore di qualità che si poteva già intravedere ascoltando i suoi precedenti pezzi sparsi.” – Francesco Cerisola (Iyezine)

“In mezzo a delizie di effetti scenici, sonori, di montaggio, d’illusioni acustiche e di canzoni legate una all’altra, c’è anche il dubbio: l’eccesso d’impeccabile produzione, di arrangiamenti. Non quadra quando seppellisce la sua personalità, che invece è cristallina in galoppate country di mezze voci con suspense di fantasmi come “Dog” – banjo di Michele Rusconi – un ottimo esempio di scrittura scevra, di sintesi che si smarca dall’accumulazione.” – Michele Saran (Ondarock)

“Il risultato è un bel disco interamente sostenuto da un sottile equilibrio tra brani più ambiziosi e strutturati,  e soluzioni più smaccatamente pop, nelle quali l’elemento folk non viene mai meno. [...] Spicca un’evidente capacità di fondere elementi e stili differenti evitando l’effetto-calderone che, in dischi che prevedono la convivenza di più generi, è sempre dietro l’angolo: abilità non da poco, è bene sottolinearlo, e che fa di questo terzo-disco-che-in-realtà-è-un-primo-disco un esordio da applausi.” - Paolo Arzilli (Rubric)

 

ah, e poi nell’ultimo mese è uscita una cosa che non è una recensione ma che è un racconto a fumetti fatto da Alessandro Di Sorbo che non posso incollare tutto qua sotto perché è gigantesco, ma posso linkarvelo molto volentieri su DLSOMi sembra  un modo decisamente fiko di chiudere una rassegna stampa che come genere è abbastanza più vicino all’ossario che all’antologia, e quindi buona visione e visitate il suo blog e il suo sito che si merita tutto.

Il concerto al 75Beat, le fotine, eccetera.

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Non è che si possa dedicare un post ad ogni concerto che si fa, ma l’altra sera al 75Beat è stato particolarmente divertente e poi il nostro buon Filippo Rossi della premiata aziendina musicale Gente Bella c’ha sparato una valanga di ritratti che alimentano l’ego e la colonna di foto qui a destra intitolata per l’appunto: Ego.

Valanga di ritratti di cui ne scelgo solo cinque anche abbastanza a caso perché ce ne sono un sacco ma di molto belli e quindi niente, ecco qua sotto i cinque elementi della banda.  Adesso restiamo in attesa di poter riproporre il nostro concertino di 10-pezzi-10-secchi-uno-dietro-l’altro-pem-pem-pem anche nei mesi estivi, prima che l’autunno porti con sé una ventata di date in giro per la penisola. O almeno lo speriamo vivamente.

Ci si diverte molto e il live cresce di data in data. Abbiam fatto quasi più concerti che prove, per dire. Tenete sempre in considerazione la gigantesca scritta Concerti/Appuntamenti, come da post precedente, e fate girare!1!!

live@75Beat (MI) - 09/05/2014
live@75Beat (MI) – 09/05/2014
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live@75Beat (MI) – 09/05/2014
live@75Beat (MI) - 09/05/2014
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la gigantesca scritta Concerti / Appuntamenti

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Siccome l’altra sera a Spezia è stato un bel concerto divertente e RUOOCK!!1!  al punto giusto, e la gente ha gradito e s”è comprata un sacco di dischi, ho deciso che invece che tenere nascoste le date al grande pubblico e andare in giro a suonare in incognito senza dirlo a nessuno come invece facevo 4 anni fa (che poi mi lamentavo pure che non mi conoscesse nessuno, bravo), ho deciso che qui sopra apro il reparto Concerti / Appuntamenti dove ci metterò tutti i posti in cui andrò a fare qualcosa che riguardi il progetto musicale Shiva Bakta, concerti, appuntamenti, appunto. Per ora c’è poca roba, ma  altra ne  arriverà.

A tutti i miei fanz in ascolto seguite questa pagina per sapere dove potrete trovarmi, ospitate in radio, concertini in ristoranti, pubz, matrimoni, feste di compleanno, addii al nubilato, varie & eventuali, che poi arrivando la primavera magari vado a strimpellare in qualche parco qui dietro casa e oggigiorno la strimpellata al parco la presentano con robe altisonanti tipo “Live Unplugged In Da Nature”, e allora magari finisce che ci scrivo davvero che faccio un Esclusivo Live Unplugged In Da Nature Parco Lambro Folk Psych One Shot Open Mic ecc ecc.

Scherzoni simpa a parte, spero di avere abbastanza  testa da tenere aggiornata anche questa cosa qua assieme a tutti gli altri spazi social. Foto a caso di sabato sera (dell’amico Enrico Adami), e saluti.

 

a differenza di quello che può sembrare, c’era un bel po’ di gente all’Origami. RUOOOCK!!1!

Rassegna stampa (una sorta di) – Third – Marzo 2014

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Facciamo ordine:

tre recensioni cartacee di discreta levatura, e sono tre “7”, non male, e poi  un po’ di articoli web sparpagliati qua  e là qualcuno abbastanza contento, qualcuno meno, allora riassuntino, taglia-copia-incolla, vediamo un po’, le metto qua sotto a  mo’ di ossario pure un po’ incasinato perché a me piace  così. E quindi, il  “facciamo ordine” lo salutiamo

 

“Un individualista eclettico che sembra provenire da un altro spazio e da un altro tempo (circoscrivibile a psichedelia e folk Seventies appena deformati dalle lenti degli anni novanta e duemila) cui la scena indie italica ci sembra gli vada un po’ stretta.” – Alessandro Besselva Averame (Rumore)

Questo disco piace per la varietà strumentale, l’agilità nell’alternare frangenti pop e soluzioni più elaborate, la gentile bizzarria che ne pervade ogni solco. Buona la prima, o la terza che dir si voglia” – Elena Raugei (Il Mucchio)

“Shiva Bakta – forse un nuovo Devendra Banhart o un Daniel Johnston casalingo – traduce in brani quello che il pensiero preda di divertimento, riflessione ed estro oltre ha immagazzinato in tempi non sospetti, un immaginifico giro di musica e vibrazioni che si ascoltano tutto d’un fiato e senza risparmio di energie mentali” – Max Sannella (Shiver)

“È la consacrazione di un ex talento grezzo diventato artista ispirato e definito. È un songwriter di qualità che a questo giro si prende il lusso di dire le sue robe nel modo più alto, ampio ed esagerato possibile. [...] Nella sua prima prova da grande, Shiva Bakta porta a casa il risultato concedendosi finezze da musicista consumato. C’è voluto tanto per vederlo

Blow Up
Blow Up

al massimo delle sue potenzialità ma ne è valsa la pena” – Manfredi Lamartina (Rockit)

“Al suo primo vero esordio, il cantautore ligure gioca molto con le sue radici. Con inaspettata bravura [...]  A Shiva Bakta cavalcare l’onda riesce particolarmente bene. Ciò che per qualcuno può essere un punto debole, in realtà è un indice di una notevole capacità e di sensibilità nell’equilibrio di varie influenze, tenute a galla in un manto dream pop/folk completamente slegato dai confini geografici dello stivale. Ma ora aspettiamo con grande curiosità un seguito, come dire, meno “ingenuo” ” – Stefano de Romanis (Chimera)

” “Third” è un disco di quelli che ‘restano’, che nel mare magnum di musica che ormai ci sommerge è già un punto a suo favore: resta perché è un disco efficace, pur nel suo ripercorrere territori già ampiamente battuti, ma facendolo con una vèrve, con un’attitudine ed uno stile che colpiscono” – crampi2.wordpress.com

“una raffinatezza di scrittura che non trascura i particolari e che disegna percorsi morbidi e sognanti senza perdere la tensione giusta. Il disco centra la misura giusta, come uno che riempie il bicchiere fino alla tacca più corretta: né troppo, né troppo poco.” – Fabio Alcini (MusictraKs)

“Spazi sconfinati, libertà, amore, sentimenti romantici. Dunque, musiche ariose, ritmi accattivanti, strumentazione semplice e sofisticata allo stesso tempo.  Quanta good, old music c’è in Dog, quanta gioia musicale in Magic sun, quanta malinconica spiritualità in Sunday turns into heaven” – Rino Tripodi (LucidaMente)

“Un altro disco folk? No. Un altro disco di pop psichedelico? No. Questo è altro. È sinceramente quello che è, senza definizioni. È un disco che profuma di incenso e natura, ma anche di stanze chiuse a cesellare le note, di solitudine e redenzione. C’è la primavera della scommessa vinta, la bellezza della musica voluta, cercata, sbocciata.” – Emanuele Gessi (Lost Highways)

E fin qua tutto bene.

Adesso inizia aprile.

E  tra poco arrivano date per vedermi/ci dal vivo, quindi non perdiamoci di vista.

 

 

 

Third è uscito. Fatelo entrare nelle vostre case, nei vostri Ipod, in tutti i luoghi, i tutti i laghi.

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Allora, il 19 marzo è uscita la creatura. Creatura di cui riassumeremo poi le posizioni della critica autorizzata che in sostanza ha detto che non ho fatto poi sto porco lavoro e che si ascolta volentieri. Dedicherò post comprensivo di foto delle riviste (perché carta canta sempre, mentre il digitale divide ancora). Ma oggi ci concentriamo su come ottenere l’oggetto su cui tanto abbiamo lavorato per potervelo far sentire.

In pratica, i giovani di Gente Bella  hanno aperto uno store da cui si può acquistare il bellissimo digipack disegnato da Alessandro di Sorbo. Con il cd dentro, ovviamente.

Repetita juventus, vi incollo l’immagine qua sotto. Guardate che bella copertina oh, che bel packaging, che bell’artwork, che bel [aggiungere altro sinonimo in altra lingua esotica].

 

copertina compress
provate a dire che non è bellissima

 

Non avete un lettore CD? Non avete l’impianto quadrifonico? Avete un cellulare con l’internet e vi piace tantissimo ascoltare le cose in streaming? E va bè.

Intanto c’è Amazon che vende  Mp3 a qualità eccellente del tipo che neppure io ho sul mio pc.E poi abbiamo messo il disco su Spotifyper tenere il passo coi tempi che  corrono velocissimo, e anche  su Itunessempre per la  questione dei tempi che van di fretta e per agganciare i ggiovani che i dischi non li comprano.

E poi l’altro giorno s’è suonato al TPO a Bologna. E al TPO a Bologna è successo che non c’erano ancora arrivati i digipack. Che si fa, che non si fa. Facciamo degli slim, facciamo pagare 10 euro, e regaliamo una tazza, e una card con cui si può scaricare altri due pezzi.

Mica finita qui.

La tazza, presentata alle casse, potevi fartela riempire di cuba libre o vodka lemon a 3.00 euro invece che 4.50. Così se il concerto non ti piaceva da sobrio sicuramente dopo tre tazze dello zio Shiva potevi comunque tornare a casa contento. Che poi non si dica che non ci penso ai miei eventuali fans futuri.

Che questa cosa qua la ripetiamo, mica la lasciamo cadere così. Peace, love, and cuba libre a tutti.

Prossimo post: le recensioni. Quello dopo: le date dove venirci a vedere e a comprare la tazza dello zio Shiva

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le tazze!!1!
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foto di: Thepark Diy