Rassegna stampa (una sorta di) – Third – Marzo 2014

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Facciamo ordine:

tre recensioni cartacee di discreta levatura, e sono tre “7″, non male, e poi  un po’ di articoli web sparpagliati qua  e là qualcuno abbastanza contento, qualcuno meno, allora riassuntino, taglia-copia-incolla, vediamo un po’, le metto qua sotto a  mo’ di ossario pure un po’ incasinato perché a me piace  così. E quindi, il  “facciamo ordine” lo salutiamo

 

“Un individualista eclettico che sembra provenire da un altro spazio e da un altro tempo (circoscrivibile a psichedelia e folk Seventies appena deformati dalle lenti degli anni novanta e duemila) cui la scena indie italica ci sembra gli vada un po’ stretta.” – Alessandro Besselva Averame (Rumore)

Questo disco piace per la varietà strumentale, l’agilità nell’alternare frangenti pop e soluzioni più elaborate, la gentile bizzarria che ne pervade ogni solco. Buona la prima, o la terza che dir si voglia” - Elena Raugei (Il Mucchio)

“Shiva Bakta – forse un nuovo Devendra Banhart o un Daniel Johnston casalingo – traduce in brani quello che il pensiero preda di divertimento, riflessione ed estro oltre ha immagazzinato in tempi non sospetti, un immaginifico giro di musica e vibrazioni che si ascoltano tutto d’un fiato e senza risparmio di energie mentali” - Max Sannella (Shiver)

“È la consacrazione di un ex talento grezzo diventato artista ispirato e definito. È un songwriter di qualità che a questo giro si prende il lusso di dire le sue robe nel modo più alto, ampio ed esagerato possibile. [...] Nella sua prima prova da grande, Shiva Bakta porta a casa il risultato concedendosi finezze da musicista consumato. C’è voluto tanto per vederlo

Blow Up
Blow Up

al massimo delle sue potenzialità ma ne è valsa la pena” - Manfredi Lamartina (Rockit)

“Al suo primo vero esordio, il cantautore ligure gioca molto con le sue radici. Con inaspettata bravura [...]  A Shiva Bakta cavalcare l’onda riesce particolarmente bene. Ciò che per qualcuno può essere un punto debole, in realtà è un indice di una notevole capacità e di sensibilità nell’equilibrio di varie influenze, tenute a galla in un manto dream pop/folk completamente slegato dai confini geografici dello stivale. Ma ora aspettiamo con grande curiosità un seguito, come dire, meno “ingenuo” ” – Stefano de Romanis (Chimera)

” “Third” è un disco di quelli che ‘restano’, che nel mare magnum di musica che ormai ci sommerge è già un punto a suo favore: resta perché è un disco efficace, pur nel suo ripercorrere territori già ampiamente battuti, ma facendolo con una vèrve, con un’attitudine ed uno stile che colpiscono” - crampi2.wordpress.com

“una raffinatezza di scrittura che non trascura i particolari e che disegna percorsi morbidi e sognanti senza perdere la tensione giusta. Il disco centra la misura giusta, come uno che riempie il bicchiere fino alla tacca più corretta: né troppo, né troppo poco.” - Fabio Alcini (MusictraKs)

“Spazi sconfinati, libertà, amore, sentimenti romantici. Dunque, musiche ariose, ritmi accattivanti, strumentazione semplice e sofisticata allo stesso tempo.  Quanta good, old music c’è in Dog, quanta gioia musicale in Magic sun, quanta malinconica spiritualità in Sunday turns into heaven” – Rino Tripodi (LucidaMente)

“Un altro disco folk? No. Un altro disco di pop psichedelico? No. Questo è altro. È sinceramente quello che è, senza definizioni. È un disco che profuma di incenso e natura, ma anche di stanze chiuse a cesellare le note, di solitudine e redenzione. C’è la primavera della scommessa vinta, la bellezza della musica voluta, cercata, sbocciata.” - Emanuele Gessi (Lost Highways)

E fin qua tutto bene.

Adesso inizia aprile.

E  tra poco arrivano date per vedermi/ci dal vivo, quindi non perdiamoci di vista.

 

 

 

Third è uscito. Fatelo entrare nelle vostre case, nei vostri Ipod, in tutti i luoghi, i tutti i laghi.

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Allora, il 19 marzo è uscita la creatura. Creatura di cui riassumeremo poi le posizioni della critica autorizzata che in sostanza ha detto che non ho fatto poi sto porco lavoro e che si ascolta volentieri. Dedicherò post comprensivo di foto delle riviste (perché carta canta sempre, mentre il digitale divide ancora). Ma oggi ci concentriamo su come ottenere l’oggetto su cui tanto abbiamo lavorato per potervelo far sentire.

In pratica, i giovani di Gente Bella  hanno aperto uno store da cui si può acquistare il bellissimo digipack disegnato da Alessandro di Sorbo. Con il cd dentro, ovviamente.

Repetita juventus, vi incollo l’immagine qua sotto. Guardate che bella copertina oh, che bel packaging, che bell’artwork, che bel [aggiungere altro sinonimo in altra lingua esotica].

 

copertina compress
provate a dire che non è bellissima

 

Non avete un lettore CD? Non avete l’impianto quadrifonico? Avete un cellulare con l’internet e vi piace tantissimo ascoltare le cose in streaming? E va bè.

Intanto c’è Amazon che vende  Mp3 a qualità eccellente del tipo che neppure io ho sul mio pc.E poi abbiamo messo il disco su Spotifyper tenere il passo coi tempi che  corrono velocissimo, e anche  su Itunessempre per la  questione dei tempi che van di fretta e per agganciare i ggiovani che i dischi non li comprano.

E poi l’altro giorno s’è suonato al TPO a Bologna. E al TPO a Bologna è successo che non c’erano ancora arrivati i digipack. Che si fa, che non si fa. Facciamo degli slim, facciamo pagare 10 euro, e regaliamo una tazza, e una card con cui si può scaricare altri due pezzi.

Mica finita qui.

La tazza, presentata alle casse, potevi fartela riempire di cuba libre o vodka lemon a 3.00 euro invece che 4.50. Così se il concerto non ti piaceva da sobrio sicuramente dopo tre tazze dello zio Shiva potevi comunque tornare a casa contento. Che poi non si dica che non ci penso ai miei eventuali fans futuri.

Che questa cosa qua la ripetiamo, mica la lasciamo cadere così. Peace, love, and cuba libre a tutti.

Prossimo post: le recensioni. Quello dopo: le date dove venirci a vedere e a comprare la tazza dello zio Shiva

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le tazze!!1!
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foto di: Thepark Diy

 

 

 

 

 

 

19 marzo, usciamolo sto Third.

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Non è che ci sia moltissimo da dire, per ora siamo andati in streaming  su Rockit (ancora fino alla mezzanotte di domani), e qualche giorno prima su Rumore col video che metto in fondo a questo post.  Ci stiamo facendo le domeniche in sala prove per portare questo disco nei peggiori bar di Caracas ma anche dell’Emilia e della Romagna e  dell’Italia più in generale. Abbiamo una data che non è neppure una data-zero, è praticamente un rapimento dalla sala prove di Gargallo (MO) dove stiamo ancora impastando gli ingredienti, sarà un primo esperimento di cosa potrà essere portare in giro un disco come quello che ho fatto. Disco che, come da titolo, uscirà il 19 marzo. Nei prossimi giorni scriverò un altro post per festeggiare l’uscita, questo è solo per aggiornarvi sul fatto che i lavori sono in corso e non c’è neppure un umarell a guardarci e a darci le istruzioni del caso, quindi per ora  direi tutto bene.

A presto.

diario del pirata nella tazza col grammofono e i soetti saltellanti nell’oceano dei dubbi (parte 1)

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Finisce settembre e il disco è chiuso. Si va al mix e al master. Ma l’autore è inquieto. Ecco raccolti alcuni pensieri che hanno tormentato il nostro a partire dai giorni successivi allo stop agli strumenti.

 

25 settembre 2013: “Mi piacerebbe dirvi che sono entrato in un roster. Ma quando la gente dice “entro nel roster” me la immagino sempre uscire tutta bruciacchiata e caramellata. Quindi no.

26 settembre 2013: “ventenni, smettete di darmi del lei, porca puttana merda impestata ladra”

4 ottobre 2013: “Io non sono razzista, ma se non poniamo dei limiti sta nazione si riempirà di gente che inizia i discorsi premettendo di non essere razzista”

8 ottobre 2013: “se spegnete l’internet se ne va in un colpo solo l’87% dei problemi che prima non sapevate di avere”

4 novembre 2013: “Sto invecchiando. Ho bisogno di dolci. [parte assolo di chitarra di 15 minuti]“

1 dicembre 2013: “ciao, tu che sull’internet mi chiami “Shiva minchia”, non dimenticarti mai che

And in the end

the love you take

is equal to the love you make.

5 dicembre 2013: “sto remixando e restaurando radicalmente l’epica e strappalacrime Il funerale di Berlinguer perchè merita remix e restauro radicale” (in fondo al post n.d.a.)

12 dicembre 2013: “ciao gente ho dovuto scrivere la mia bio e la mia descrizione di Third, rideremo tantissimo, e con rideremo intendo voi.”

20 dicembre 2013: “Stasera torno su un palco dopo 3 anni e mezzo. Pagano a 60gg. Vedo che va sempre meglio, nell’underground”.

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all’improvviso uno sconosciuto

 

25 dicembre 2013: “This playlist contains 11 tracks, total time: 37.48″

 31 dicembre 2013: “Il 2011 sarà il mio anno finalmente”

8 gennaio 2014: “# è DIESIS, non “cancelletto””.

9 gennaio 2014: “Mi ha detto mio cuggino che una volta e’ stato al concerto dei TOTO con una che poi gli ha scritto sullo specchio “benvenuto nell’AOR””

11 gennaio 2014: poesia. titolo:”c’è un mondo là fuori”

c’è un mondo là fuori

che cazzo esci a fare.

14 gennaio 2014: “la settimana prossima partono 120 copie promozionali verso testate, webzine ecc.”. No no, ma sono tranquillo. Ho 20 scatole di Imodium nel cassetto”

14 gennaio 2014: “la prima cosa che m’ha chiesto ieri Michele Orvieti è stata: “Come mai un album così, nel 2014?”. Perchè è del 2010, gli ho risposto.

14 gennaio 2014: “Promemoria: le diete si fanno prima di fare le foto promozionali.”

15 gennaio 2014: “Segreti per una dieta vincente: non dovete bruciare i grassi, dovete renderli croccanti ed asciutti”

17 gennaio 2014: “Fate la dieta, non fate la guerra”.

19 gennaio 2014: “Ce l’hai fatta,essere umano. Stamattina sono stato svegliato da una serie di segnali audio delle notifiche di Fb dei vicini di casa”.

20 gennaio 2014: “Ma gli innamorati dell’inverno sono sazi oppure gradiscono un altro paio di quintalate di stammerda di clima?”

20 gennaio 2014: “L’aldilà è una gigantesca SNAI  dove si piazzano scommesse su di me.”

24 gennaio 2014: “Copie promozionali: partite. 20 scatole di Imodium: pronte.”

25 gennaio 2014: “sto un po’ come tipo c’hai presente le foglie attaccate agli alberi metà ottobre-fine novembre?”

25 gennaio 2014: “padre ascoltando il disco: “secondo me ogni 3 pezzi tuoi dovresti metterci una cover dei Bee Gees””

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Alle prese con un piano elettrico con Fiorino, Dialma Ruggero, 20 dicembre 2013

29 gennaio 2014: “l’attesa per i primi pareri sul disco non è affatto snervante. Adesso però vado a cucinare le mie “pennette Lorazepam”

30 gennaio 2014: “ho visto le foto promozionali. Sembro una porchetta ripieno di un capretto ripieno di un’anatra ripiena di un piccione ripieno di una salsiccia”.

4 febbraio 2014: “Era dal 25/05/2013 che non toccavo una chitarra. Le urla di protesta del vicinato hanno sovrastato  i miei poveri accordi con l’artrite”.

9 febbraio 2014: “La notte porta consiglio e sagge riflessioni tipo stanotte in paranoia per l’uscita prossima ventura del disco ho pensato che se le cose non dovessero andare come uno spererebbe alla fin fine la delusione è un sentimento comunque fortissimo e sottovalutato e che quindi per la strana legge dei contrari già in voga nel 2013 ma con trend decisamente in crescita nel 2014 “deludere” is definitivamente the new “spaccare”.

Nonchè il primo passo verso la rivalutazione post-mortem.

Shiva Bakta e Gente Bella

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Allora siccome non mi voleva nessuno han dovuto mettersi al lavoro in 4 per farmi uscire il disco.

E non si son limitati a metter su l’ennesima etichetta indipendente ad hoc, han messo su dell’altro.

Leggete qua sotto e poi cliccate il bannerone e fatevi un giro sul sito, che se siete musicisti questa cosa potrebbe anche farvi comodo.

“Gente Bella nasce dalla nostra esperienza. Incontriamo tutti i giorni musicisti che portano avanti i propri progetti artistici affrontando infinite difficoltà quotidiane: trovare i soldi per registrare un disco, produrre video musicali, curare i social network, stampare i cd, pensare alle grafiche, all’ufficio stampa, trovare un booking che gli procuri i concerti. Tutto questo rischiando di lasciare in secondo piano, l’unico compito che realmente spetta loro: studiare, sperimentare e comporre musica.

La nostra idea è di creare una realtà artigianale ma concreta che possa fornire ai musicisti tutto quello di cui hanno bisogno, per fare in modo che loro possano concentrarsi sul dare al pubblico il meglio che possono fornire.

Gente Bella offre una produzione artistica completa che parte dall’esibizione live degli artisti, passando per i dischi e i video musicali, che sia coerente con sè stessa e con l’immagine che gli artisti vogliono fornire di sè.

 Il nostro interesse e creare un modello di business musicale sostenibile in una panorama artistico in notevole evoluzione, senza chiuderci in unico genere musicale, che permetta un circolo virtuoso di reinvestimento dei guadagni ottenuti in nuove attività di produzione o promozione.

Tutto questo senza chiedere nessun investimento economico ai musicisti, ma prevedendo di rientrare dell’investimento fatto solo con la loro attività artistica, sui cui ricavi una percentuale inizialmente più alta a nostro favore viene poi ribaltata una volta recuperato l’investimento.

 In cambio del nostro lavoro e del nostro investimento, chiediamo agli artisti semplicemente di suonare.”

Penso che ancora non siate pronti per questa musica. Ma ai vostri nonni piacerà

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Siccome è buona educazione quando si ha un blog tenere aggiornati i propri lettori su ogni cosa passi da un orecchio all’altro del gestore, allora vi avviso che stavolta quello che è passato lì in mezzo è stato “se aspettiamo le orde di fans che scarichino il pezzo e lo carichino sul tubo, facciamo vecchiaia”. Allora niente, l’ho messo, così potrete condividerlo con amici e parenti su quei noiosi social network così poco psichedelici. E quindi, prosit. Anche se capisco il latino poco si confa ad uno che pure su quei social network poco psichedelici si presenta con quel moniker lì.  A quasi 35 anni. Meglio che chiuda prima di avere una crisi esistenziale.

Due o tre cose che so di Third.

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1) La tracklist. Sono 10 canzoni. Nel progettone originario dovevano essere 16. Abbiamo sfoltito, altrimenti avremmo finito nel 2017.

C’è: un pezzo epico, un treno che passa, un folkettino, un 3/4 a cassa dritta, una ballad strappalacrime, una cosa lunga 8 minuti e mezzo, un pezzo pop con una voce femminile, un pezzo preso dai demo del 2009 diventato un rough mix degli America, una cosa con piano elettrico e bassone, un pianoforte triste in un bar pieno di gente allegra, un pezzo che alla batteria sembra che ci sia Håkon Gebhardt, un’altra ballad strappalacrime.

Non so neanche se le ho messe tutte. Comunque si chiamano:

back front dentro enome

  • Mushroom
  • Smart drug (what the world needs now)
  • Dog
  • My weakness
  • Baktism
  • You should be happy
  • Magic sun
  • Sunday turns into heaven
  • Homeless
  • Goodbye

2) Manodopera, maestranze, tempi. Abbiamo iniziato un po’ di tempo fa, il mio cellulare  dice che sono entrato ufficialmente all’Hukapan (si, il nome dice tutto) il 12 marzo 2012.

Una chitarrina per volta, il tempo di riflettere, ascoltare, riflettere di nuovo, riascoltare. Mangiarsi una pizza, tornare in studio a panza piena, non riuscire a tenere la chitarra in mano per colpa del vino da 6 euro al litro della pizzeria. Non ci correva dietro nessuno.

Abbiamo anche interrotto qualche mese, per cose che con la musica non c’entravano, ma che c’entravano moltissimo con la più o meno voglia di andare avanti a fare questo qualcosa che non si sapeva come sarebbe andato a finire. Poi abbiamo ripreso, piano piano, e siamo andati avanti. In sostanza, a questo qualcosa c’ha lavorato

incontri ravvicinati all'Hukapan
incontri ravvicinati all’Hukapan

- Io (chitarre acustiche, piano elettrico, organi caldi, tasti bianchi e neri, basso, voci)

- Simone Cavina dei Fratelli Cavina (batteria e allsorts)

- Federico Fantuz (chitarracce elettriche e effettacci elettrici)

- Daniele Lanzara (Uomo fonico e produttore esecutivo, bassista in 3 pezzi su 10)

3) La terza cosa che so è di non sapere. O forse sto solo facendo finta.

Non so quando si esce, non so come, il/i supporto/i, so solo di avere una copertina artwork bellissimi fatti da uno che al tempo io non lo sapevo ma sarebbe diventato un illustratore coi fiocchi e si chiama Alessandro di Sorbo, che ha un blog molto bello che è questo e ha una pagina facebook che è questa  e io vi dico di visitarli entrambi.

Per il resto vi rimando alle prossime puntate che non è che posso scrivere tutto adesso in un post unico, che sarà anche che il blog è fuori moda, ma a me piace un sacco e quindi ci rivediamo qua presto.